SOCIETA'

LA NUOVA JESINA CALCIO

A giugno 2018 si è cominciato a scrivere un nuovo capitolo della gloriosa storia della Jesina Calcio. Un capitolo che inizia con la cessione della società ad un nuovo gruppo di operatori economici che fa capo a Gianfilippo Mosconi che assume la carica di presidente.

Primo atto della nuova società la domanda di riammissione in serie D dopo la retrocessione sul campo negli spareggi play-out. Domanda accolta dalla Lega Nazionale Dilettanti.

È stata quindi costruita la nuova squadra con un solo obiettivo, chiaro e preciso: restituire entusiasmo ai tifosi. Ed è quello che si proverà a centrare.

Presidente: GIANFILIPPO MOSCONI
Responsabile Amministrazione e Finanza: GIANCARLO CHIARIOTTI
Responsabile Area Tecnica: GIANFRANCO AMICI
Responsabile Relazioni Esterne: FRANCESCO CHERUBINI

La nostra Storia

  • 1927
    NASCE LA JESINA
  • 1933
    IL PRIMO CAMPIONATO
  • 1949
    IL DOPOGUERRA
  • 1960
    GLI ANNI '60 E '70
  • 1979
    LA GRANDE JESINA
  • 1991
    GLI ANNI '90
  • 2004
    LA RINASCITA
  • 2009
    IL RITORNO IN D
  • Il 15 marzo del 1927 nasce la Jesina: ne dà notizia, con una certa enfasi il “Corriere Adriatico”: parte da qui la lunga storia di una squadra che ha fatto trepidare, gioire, soffrire, intere generazioni di jesini. Il primo campionato, in tutto e per tutto paragonabile all’attuale campionato di Eccellenza, vale a dire il torneo di III Divisione, vede la Jesina esordire con un rotondo ed inconsueto 6-6 sul campo di Fano, il 27 novembre 1927; ironia della sorte, sarà proprio il Fano la più assidua avversaria, negli anni futuri: incontrerà la Jesina per ben 65 volte.
  • Il primo campionato di una certa importanza al quale partecipa la Jesina è quello di I Divisione, più o meno l’attuale serie C/1. Sono anni, quelli a partire dal campionato 1933/34, che vedono la squadra protagonista, ed avversaria temuta, su ribalte importanti: la squadra si fa conoscere e rispettare sui campi di Venezia, Vicenza, Udine, Padova, Treviso, Mantova, ed ogni volta in cui non porta a casa punti, se ne ritorna indietro con i complimenti dei giornali locali. È una squadra costituita essenzialmente da giocatori del posto, con l’innesto di elementi che si sono distinti in altre squadre marchigiane; il passaggio al professionismo è ancora piuttosto lontano, al massimo la società può permettersi il lusso di qualche rimborso spese o qualche merenda in alcune trasferte. Anche i tifosi si arrangiano come possono: ci si sposta con i mezzi a disposizione, perfino ammassati nel cassone di qualche camion rimediato all’ultimo momento. Dopo 7 anni ininterrotti in Serie C/1, ecco le prime delusioni. Il Paese si avvicina a quello che sarà uno dei suoi più brutti periodi, la seconda guerra mondiale; in giro di quattrini ce ne sono pochi, figuriamoci per lo sport ed il calcio, e Jesi non fa certo eccezione. La stagione 1939/40 finisce peggio di come era cominciata con un ritiro anticipato dal campionato, dopo un autentico rovescio subito in casa dall’Arezzo, 0-4. È il 17 marzo del 1940; una settimana dopo la squadra è attesa a S.Giovanni Valdarno, ma invano. Ha rinunciato alla trasferta ed alla prosecuzione del campionato. L’Italia sarà in guerra dopo meno di tre mesi.
  • Finita la guerra rinasce la voglia di vivere, di pensare al domani, si comincia a contare e rimettere insieme i cocci. Così giocare al calcio diventa quasi una necessità: è l’occasione per ripensare al divertimento, per riabbracciare vecchi compagni di gioco tornati dalla guerra. Insomma, la Jesina rinasce presto dalle sue stesse ceneri ed il ritorno in serie C è immediato. Dopo 2 stagioni, una riforma del campionato la riporta nel campionato di Promozione (l’attuale serie D), ma non per molto: i Leoncelli vincono di nuovo il campionato, superando poi l’Aquila per 2-0 nello spareggio di Foligno (3 luglio 1949 - doppietta di Belelli), tornando dopo un solo anno in serie C. Sono 3 stagioni molto belle, un ciclo nel quale la Jesina incontra formazioni che prima o poi arriveranno ai massimi livelli: Sambenedettese, Siena, Cagliari, Arezzo, Perugia, Ternana, Empoli, oltre alla rivale di sempre, l’Anconitana. Un’altra riforma dei campionati, nonostante la squadra abbia chiuso al 12° posto, riporta la Jesina in IV Serie e stavolta la risalita deve essere rimandata, anzi, per la verità, per effetto di una retrocessione, stavolta maturata sul campo, i Leoncelli si ritrovano in Promozione Regionale, chiudendo un ciclo durato 10 anni.
  • Certo, dopo essersi misurata anni ed anni con squadre di mezza Italia, fa una certa impressione vedere la Jesina impegnata con formazioni come Ferris Ancona, Robur San Benedetto, Pro Calcio Ascoli, Cantieri Ancona: la Jesina riesce davvero a dare un calcio al presente, proiettandosi ancora verso un futuro ricco di successi. Certo, non sarà sempre facile: le varie società che si succederanno saranno sempre alle prese con problemi di bilancio, tranne un paio di felici parentesi, ma una volta tornata in IV Serie, la Jesina sarà presente per 22 anni consecutivi, tra i semi-professionisti (un termine usati fino agli anni ’70) tra serie C e serie D. Ci sarà spazio per riprendersi la serie C, al termine di un interminabile duello con il Città di Castello (64/65), risoltosi solo all’ultima giornata: sono gli anni della breve, ma fortunata gestione dell’Ing. Sommariva, Amministratore Delegato della Sima, che, oltre che riconquistare la serie C, riporta la Jesi calcistica a rivivere entusiasmi da qualche tempo sopiti. Sono 4 anni che si chiudono con un ritorno in serie D, e con l’inizio di un periodo tra i più tormentati per il calcio cittadino, contraddistinto, da quel momento in avanti, da una crisi economica sempre più radicata, nonostante i differenti proclami della società. Sta di fatto che al termine del campionato 75/76 la Jesina sprofonda nei campionati regionali. Occorreranno 3 anni di fila in Promozione per rivedere il sereno: ma non sono 3 anni gettati al vento, tutt’altro.
  • Nasce una nuova società, che si potenzia anno dopo anno, la Jesina torna in serie D alla fine del campionato 1979/80, poi ancora due anni in serie D, ed arriva il momento della C/2. E non sarà una vittoria di campionato qualsiasi: la Jesina conquista la promozione dopo uno spareggio finito ai tempi supplementari con il Riccione (7 giugno ‘81), ad Arezzo. E’ già la Jesina di Leopoldo Latini, quella che, appena tre anni dopo, sarà promossa in C/1, per misurarsi con squadre del calibro di Spal, Modena, Brescia, Vicenza, Pistoiese, Piacenza, Livorno. Ed è anche la Jesina che riesce a trascinare ad Arezzo non meno di 6.000 persone, a Cattolica 3 anni dopo, per la promozione in C/1, almeno 3.000 persone, che in quell’unico campionato di C/1, riesce a toccare, nel rinnovato stadio Comunale, il tutto esaurito.
  • Poi un ventennio pieno di alti e bassi, dal dopo-Latini in poi: prima alcuni anni in C/2 nell’anonimato, una doppia retrocessione dalla C/2 all’Eccellenza nel 1991 per la mancanza di un immediato trapasso societario. Quindi l’ultima vittoria di campionato in assoluto nella stagione 93/94 quando la società del presidente Carzedda, riuscì a recuperare quella serie D che pure le sarebbe spettata di diritto 3 anni prima. Ed ancora una serie D perduta a tavolino al termine di un triennio contraddistinto probabilmente dalla più scellerata gestione societaria di tutti i tempi.
  • Nel 2004, ad un passo dal fallimento, la famiglia Bocchini ha rilevato la proprietà della Jesina, garantendo un futuro al calcio cittadino e restituendo ambizioni e credibilità alla società biancorossa. Dopo una finale di play off persa con la Vigor Senigallia ed un secondo posto nel campionato di Eccellenza 05/06, il nuovo progetto si è aperto ad altri imprenditori jesini che , sotto la guida del Presidente Marco Polita, hanno saputo portare in società idee e risorse nuove. Dalla "Jesinità" e dai giovani cresciuti nei vivai di Jesi e della Vallesina, ripartiamo verso un futuro degno della nostra storia. Il campionato 2007/2008 si è concluso con il secondo posto in campionato, la successiva stagione 2008/2009 è culminata con la vittoria della prima Coppa Italia della storia della società biancorossa, dopo la vittoria nella finale di Fermo con il Piano San Lazzaro.
  • La stagione 2009-2010, con Mister Fenucci in panchina, è stata quella della vittoria dei play off regionali sul Piano San Lazzaro e del conseguente ripescaggio in Serie D, categoria che la Jesina ha ritrovato dopo 8 stagioni di Eccellenza. La Jesina è da subito protagonista anche nella Serie D di oggi, un campionato difficile e competitivo, ricco di club storici e blasonati. Al primo anno i Leoncelli riescono a concludere il campionato al quinto posto qualificandosi per i play off. La seconda stagione parte con il piede sbagliato, ma grazie all'arrivo in panchina di Daniele Amaolo e a qualche aggiustamento in squadra, la Jesina si rialza fino a concludere il campionato con un più che dignitoso ottavo posto. Nella stagione 2012/2013, ancora con Amaolo sulla panchina, la Jesina ha raggiunto senza patemi un'altra bella salvezza. Nel campionato 2013/2014 si volta pagina: la panchina viene affidata al giovane Francesco Bacci, tecnico che si è fatto le ossa nel vivaio. Con lui alla guida, la squadra disputa un gran campionato, conquistando la salvezza in anticipo e vincendo la speciale graduatoria "Giovani D Valore" che premia le società della LND che fanno maggior uso di giovani del vivaio.

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